Qual è il tuo centro?

526748_434987003222518_101372040_nQualche giorno fa sono stato al cinema a vedere “Le 5 leggende”, l’ultimo film di animazione della DreamWorks. Sicuramente da vedere.

In una scena particolarmente densa di significato Nord, Babbo Natale, chiede a Jack Frost (il protagonista) se conosce o meno il suo centro. Jack risponde che non sa di cosa parla; non ricorda nulla del suo passato figuriamoci se sa qual è il suo centro. A questo punto Babbo Natale chiede a Jack di prendere una bambola matrioska e di aprirla: lì dentro, in fondo a tutti gusci, c’è il centro di Nord.

Ebbene il suo centro è un pezzettino di legno unico, indivisibile, raffigurante un bambino meravigliato, con graaandi occhi stupefatti. Nord dice che è quella meraviglia che vuole condividere col mondo, perché quella è la parte più pura e più profonda di lui.

Ecco che la scena di un film di animazione si trasforma in un insegnamento spirituale di altissimo livello.

All’esterno vi sono tante identità incastrate una dentro l’altra, ognuna con un proprio linguaggio (ebbene si), un proprio modo di vedere le cose, dei propri bisogni (il più delle volte frustrati), un proprio mondo onirico. Sono i programmi di cui ho parlato nei post precedenti (vedi affrancarsi dalla mente macchina), reazioni automatiche che si cristallizzano fino a diventare identità in cui noi ci riconosciamo e pensiamo siano noi. Sono maschere che in passato abbiamo indossato e che ci hanno fatto indossare per tanto di quel tempo che non riconosciamo più neanche noi il nostro centro. Esse sono il frutto dell’educazione impostaci, delle umiliazioni e dei traumi subiti. In una parola sono condizionamento. 

Per affrancarci da tutto questo dobbiamo risolvere le emozioni che stanno dietro a tutte queste numerose identità. Dobbiamo cioè, piano piano, con tanta pazienza e dolcezza, aprire tutti quei gusci vuoti per ritrovare la nostra pienezza dell’indivisibile. 

Può darsi che in superficie troveremo tante maschere di accondiscendenza, buonismo, ipocrisia, superiorità, per poi arrivare ai gusci vuoti della rabbia, dell’abbandono, del dolore, della frustrazione.

Dobbiamo scavare affondo. Dobbiamo essere dei cercatori di verità. Della nostra verità.

Si può fare in molti modi, è un cammino spirituale dalle molte forme e vie, tutto stà nello scegliere la via giusta per noi.

E quindi, dov’è il vostro centro? Quali sono i gusci vuoti che dovrete attraversare per arrivare al pezzettino di legno pieno? Quali sono le facce raffigurate sui gusci?

 

One thought on “Qual è il tuo centro?

  1. Pingback: In tempi di crisi dell'emotività “conviene” ancora investire affettivamente in qualcuno? | It's only Hypertext, just squared.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>